Restauro Ex Albergo Grimani

Cliente: Amministrazione Comunale di Ampezzo
Localizzazione: Ampezzo
Inizio: 2005 Fine: 2010
Fase: Realizzato

Albergo di proprietà della famiglia Paronitti dal 1909, il “Grimani” costituì notevole rilevanza turistica in particolare nel periodo bellico fino agli anni cinquanta in quanto in posizione centrale all’abitato del capoluogo e posto sulla strada per il passo della Mauria ed il Cadore, allora luogo di vacanza per antonomasia.
Fu il primo albergo in Carnia ad essere dotato di luce elettrica ed il ristorante è menzionato nella Guida del Touring del 1902. Successivamente vide un progressivo declino con la chiusura dell’attività ricettiva nel 1956, ma rimase esercizio pubblico 
fino agli anni 80. In disuso da allora, il complesso edilizio non fu oggetto di interventi neppure di consolidamento statico a seguito degli eventi sismici del 1976, stante la notevole consistenza e complessità, cosicché si trovava, in condizioni edilizie di fatiscenza e degrado tali da costituire oltre che indecoro urbano anche potenziale pericolo per l’incolumità pubblica. 
Nel 2006 hanno avuto inizio i lavori di recupero statico e funzionale che prevedevano di ricavare nel fabbricato a est: un porticato pubblico al piano terra;  sei camere uso attività turistica di affittacamere al primo piano e due alloggi a scopo turistico al piano sottotetto; mentre nel corpo di fabbrica lato ovest, sono stati ricavati tre alloggi ad uso residenziale. Caratteristica peculiare di questo intervento sono stati i lavori progettati e condotti con le tecniche della bioarchitettura, pertanto solo con materiali naturali e minerali. 
Tutto il legname adoperato, poi,: sia per la copertura, che il cornicione lavorato, i serramenti ed i parapetti delle terrazze, sono stati realizzati esclusivamente in legno abete e larice, proveniente da foreste eco-sostenibili PEFC. L’unico trattamento conservativo ammesso è stata la pittura superficiale con sali di boro, che mantiene il legno nel suo colore naturale, non è nocivo alla salute delle persone e preserva il legno dall’attacco di agenti patogeni, quali funghi, tarli ecc. 
Anche tutti i materiali per l’isolamento termico ed acustico sono di origine eco-sostenibile, sono stati utilizzati, infatti: la fibra di legno, la lana di roccia e la fibra di lino. Particolare attenzione è stata data al recupero delle opere in pietra esistenti con interventi di pulitura tramite sabbiature con “garnet” a bassa pressione. I pavimenti interni sono stati realizzati in legno larice trattato solo con oli vegetali e minerali e le pitture murarie con pigmenti esenti da sostanze chimiche. La piazza pubblica coperta, ricavata nell’ex androne, è stata pavimentata con lastre di pietra grigio carnico ed attrezzata con delle sedute ed un angolo conversazione, coperto da un pergolato verde a viti e glicini ripristinando una vecchia fontana rinvenuta in fase di lavori.

Gli arredi, delle sei camere dell’Ex Albergo, disegnati in esclusiva, sono in ciliegio naturale, marchiato a fuoco “FSC” (SA-COC-002276) che rappresenta il rispetto di un rigido protocollo per la sostenibilità ambientale della coltivazione del legno.

Caratteristica formale di dette forniture sono le lavorazioni “liberty” che si rifanno al periodo storico del massimo splendore dell’Albergo (inizio secolo) e si esprimono nella personalizzazione di un marchio lavorato sia sulle testate dei letti, che degli armadi, negli scrittoi e nel monoblocco della sala colazione, e sono realizzati in rilievo a negativo e colorati con sei pigmentazioni diverse, così da identificare le sei camere con un colore anzichè con un semplice numero.
I colori, vengono ripresi da quelli già presenti nella lunetta della porta esterna al primo piano che si affaccia sulla piazza, e sono il verde, l’arancione, il blu, il rosso il giallo e l’azzurro, la settima colorazione, per la sala colazioni, è il verde chiaro. Gli impianti sono del tipo radiante a pavimento a bassa temperatura, per un miglior confort interno ed un uso razionale delle risorse energetiche.
L'importo dei lavori è stato di € 1.750.000.

Le opere sono state affidate alla Cooperativa L’Unione di Enemonzo, per la parte edile e di coordinamento e a numerose imprese locali per le opere di completamento.

 
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